STINTINO - R&B AL MARTIN PESCATORE STINTINO
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Stintino Ieri  – Brevi cenni storici .

Era il 15/08/1885,  quando per l’emanazione del regio decreto, il Regno Sabaudo decise di istituire il primo lazzaretto del Regno d’Italia a Cala Reale e una colonia penale in località Cala d’Oliva, sull’isola dell’Asinara.
Gli abitanti del posto residenti a Cala d’Oliva, Cala Reale, Fornelli e nei vari ovili sparsi nell’Isola dell’Asinara  dovettero abbandonare le proprie dimore e con gli indennizzi poterono comprare un appezzamento di Terreno (penisola dell’ISthintini) circondata dal mare, ideale per il ricovero delle proprie imbarcazioni, unici strumenti di lavoro, che permettevano il rifugio nelle due cale in caso di tempesta.  Questo il motivo per cui scelsero questo pezzo di terra. Non ultimo per la vicinanza (pochi kilometri) dalle Tonnare e dalle saline.
La generazione arrivata dall’Asinara,  non ebbe vita facile. C’era da ricostruire tutto da zero.  Il paese  venne disegnato da zero . Risulta essere forse il primo paese che nasce in epoca sabauada con un piano regolatore.  A ciascun Focolaio  (capo-famiglia) veniva concesso un terreno per sistemare il proprio nucleo familiare di 20 metri per 20 metri.  Vennero costruire le prime case lasciando all’interno un giardino o orto per tenere gli animali, realizzando in ciascuna casa lo scavo per una cisterna di acqua.
Fino agli anni fine  50, inizi anni 60  l’approvigionamento idrico arrivava dal mare (con le navi-cisterne della Marina Militare provenienti da La Spezia sopratutto nel periodo estivo, in stagioni meno piovose.
Nel primo periodo fino agli inizi degli anni 80 l’attività della pesca è stata l’attivià principale,  dagli 50 iniziavano le prime timide attività di ospitalità turistiche.  Tutti gli abitanti, ospitavano in affito  nel periodo estivo le famiglie della  “Sassari bene” .
Era il 1948  (subito dopo la guerra)  quando mio padre Silvestro, noto Silvestrino  allestendo qualche camera e tanta buona volontà in cucina, inizia ad ospitare i primi clienti di quella che, da  li a poco, si sarebbe chiamata la locanda “Au Martin Pecheur”  poi nel tempo rinominato Albergo Silvestrino.